Franco Mazzucchelli (Milano, 24 gennaio 1939) è un artista italiano.
Noto per la creazione di installazioni ambientali su larga scala che hanno la capacità di sovvertire le convenzioni quotidiane delle comunità locali e per la sperimentazione pionieristica con materiali sintetici iniziata negli anni ’60, Mazzucchelli ha prodotto un prolifico corpus di opere, che continua a evolversi ancora oggi.
Ha esposto, tra gli altri, a La Biennale di Venezia, alla Quadriennale di Roma, alla Triennale di Milano e in numerose istituzioni italiane e internazionali. È stato Direttore Vicario di Brera 2 e Professore di Tecniche della Scultura presso l’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano.
FORMAZIONE
Mazzucchelli si forma a Milano, dove negli ultimi anni Cinquanta abbandona la pittura materica per avvicinarsi alla scultura. Dopo un primo periodo di sperimentazioni con tele trattate in gesso e vinavil, intraprende ricerche tridimensionali che lo conducono, nel 1963, alla classe di Marino Marini presso l’Accademia di Belle Arti di Brera.
Durante questo periodo scopre nelle resine sintetiche un nuovo ambito di indagine: la trasparenza e le qualità fisiche dei materiali gli consentono di approfondire rapporti tra volumi, luce e profondità. Le sue prime opere tridimensionali si configurano come sistemi di relazioni tra forme sovrapposte e materiali differenti.
Dalla metà degli anni Sessanta amplia il proprio lavoro all’uso di materiali plastici gonfiabili, aprendo un filone di ricerca che diventerà centrale nella sua produzione successiva.
PRINCIPALI CICLI DI OPERE E NUCLEI DI RICERCA
Abbandoni (1964–1970)
Gli Abbandoni segnano il passaggio dall’opera pensata per lo spazio espositivo a un oggetto liberato nello spazio pubblico. Mazzucchelli colloca grandi gonfiabili in PVC in luoghi aperti, lasciandoli alla curiosità dei passanti. Questi interventi mirano a sottrarre l’arte ai circuiti istituzionali e a trasformarla in un evento collettivo, capace di attivare reazioni spontanee e costituire uno strumento per analizzare il comportamento del pubblico e le sue dinamiche sociali.
A.TO A. (1970–1973)
All’inizio degli anni Settanta gli Abbandoni trovano una forma di categorizzazione attraverso la serie A.TO A. (Art to Abandon). Gli oggetti gonfiabili, contrassegnati da questa sigla per renderli identificabili, vengono lasciati in spazi urbani affinché il pubblico possa usarli, appropriarsene o persino distruggerli. La dinamica degli avvenimenti annulla la connotazione dell’opera come oggetto intoccabile, offrendola direttamente ai passanti, che ne ridefiniscono la funzione.
Caduta di Pressione (1972–1974)
Ciclo di ricerca incentrato sulle possibili casistiche di caduta di pressione e sulle relative implicazioni. L’aria, già presente e fondamentale nella pratica dell’artista, apre qui a un nuovo nucleo di indagine da cui si genera un gruppo di opere dedicate allo studio della respirazione e della sottrazione di ossigeno. La ricerca prende forma attraverso happening, prove con apparecchi di registrazione, documentazioni fotografiche di sperimentazioni sul proprio corpo e misurazioni condotte sul pubblico.
Interventi (1972–in corso)
Gli Interventi sono azioni site-specific di grande scala che dialogano strettamente con lo spazio in cui vengono installate. Realizzati con materiali gonfiabili, occupano e ridisegnano l’ambiente, alterandone la fruizione abituale. L’opera diventa così un dispositivo temporaneo che modifica la percezione del luogo e invita il pubblico a sperimentarne una nuova dimensione relazionale e visiva.
Sostituzione (1973)
Per la mostra Zona Azioni alla Triennale di Milano, Mazzucchelli installa uno strato gonfiabile di polietilene che chiude l’ingresso al museo. L’opera costringe i visitatori a confrontarsi fisicamente con l’ostacolo, ribaltando la normale logica dell’accesso e rendendo evidente come uno spazio possa mutare radicalmente funzione. La Sostituzione diventa così un’esperienza diretta di negoziazione con l’ambiente.
Riappropriazioni (1975–in corso)
Le Riappropriazioni isolano porzioni di spazio pubblico tramite grandi strutture in polietilene percorribili e abitabili. Queste installazioni invitano i cittadini a riusare luoghi spesso soggetti a regolamentazioni, trasformandoli in zone di socialità spontanea. Alterando la percezione di luoghi del quotidiano, Mazzucchelli stimola uno sguardo nuovo e incoraggia una partecipazione inclusiva, libera da gerarchie e condizionamenti.
Personale-Personale (2002)
Con Personale-Personale l’artista realizza mostre pensate per non essere viste. Allestite in luoghi deserti o irraggiungibili, queste esposizioni hanno come unico spettatore lo stesso artista. Restano documentate solo da fotografie, ribadendo l’idea di un’arte che può esistere anche al di fuori di una logica di mercato.
Bieca Decorazione (2000–in corso)
Dall’inizio degli anni 2000 la ricerca di Mazzucchelli si apre a una dimensione più estetizzata con i quadri gonfiabili del ciclo Bieca Decorazione. Il titolo, usato in chiave autoironica, allude al piacere estetico generato dalla pratica pittorica e al suo legame con le logiche commerciali. I segni impressi sulle superfici derivano da ritratti di geometrie e schemi matematici.
A.ON A. (2009–in corso)
La serie A.ON A. (Art On Art) attiva una nuova forma di coinvolgimento del pubblico: le opere gonfiabili, installate in spazi pubblici o istituzionali, vengono offerte ai partecipanti che possono disegnare liberamente sulle superfici in PVC. Al termine dell’azione l’artista taglia i gonfiabili in sezioni per creare dei quadri gonfiabili, ognuno con una sigla numerata che richiama l’intervento collettivo.
Documenti
Da diversi cicli, dagli Abbandoni alle Riappropriazioni, prende forma un insieme di Documenti: composizioni bidimensionali che uniscono frammenti originali dei gonfiabili e fotografie delle azioni da cui provengono. Ogni Documento registra il luogo, la data e altre informazioni, configurandosi come una forma di archivio visivo.
MOSTRE PRINCIPALI
Gli interventi di Franco Mazzucchelli sono stati presentati in numerosi luoghi in Italia e all’estero, come la Fabbrica Alfa Romeo, Milano; Piazza San Fedele, Milano; Accademia di Belle Arti di Brera, Milano; Castello Sforzesco, Milano; Piazza dei Priori, Volterra; Lago di Como; Monaco di Baviera; Camargue. I suoi lavori sono stati inclusi in mostre storiche, tra cui la 60ª Biennale di Venezia, Venezia (2024); la 13ª Quadriennale, Roma (1999); l’11ª Quadriennale, Roma (1986); la 37ª Biennale di Venezia, Venezia (1976); la 15ª Triennale di Milano, Milano (1973); e in importanti istituzioni internazionali: MAN Museo d’arte della provincia di Nuoro, Nuoro (2025); MAPS – Museum of Art in Public Spaces, Køge (2025); Museo Madre, Napoli (2024); MACRO – Museo d’Arte Contemporanea di Roma, Roma (2021); Centre Pompidou-Metz, Metz (2021); Cité de l’architecture et du patrimoine, Parigi (2021); ArtScience Museum, Singapore (2020); Konsthall Lund, Lund (2020); Kunsthalle Wien, Vienna (2019); Center for Art and Media – ZKM, Karlsruhe (2019); nGbK, Berlino (2018); Museo del Novecento, Milano (2018); tra gli altri.
Nel 2022, Franco Mazzucchelli è stato insignito del Premio alla Carriera Alfredo d’Andrade.
