Testi

Le architetture spaziali di Franco Mazzucchelli

Riccardo Notte

Le avanguardie del nostro secolo sono pieni di azzardi, di anticipazioni, di slanci verso futuri contingenti, di vere e proprie annunciazioni di ciò che sarebbe poi venuto effettivamente alla luce. Ad esempio, com’è noto, Lucio Fontana sosteneva che l’architettura del futuro sarebbe stata il missile. Ebbe ragione?

Segnare lo spazio: l'agire artistico di Franco Mazzucchelli

Marina Pugliese

La produzione artistica di Franco Mazzucchelli sembra seguire con particolare attiguità le coordinate del clima culturale contemporaneo. Dai lavori degli anni Sessanta e Settanta agli interventi scenografici degli anni Ottanta, l’agire artistico dell’artista milanese continua tutt’oggi ad analizzare il problema dello spazio e della sua agibilità in senso allargato.

Franco Mazzucchelli tra la monumentalità e la leggerezza, nello spazio con il colore

Andrea Del Guercio

L’azione fotografica esemplarmente condotta, a partire dalla seconda metà degli anni ‘60, da Enrico Cattaneo documenta con estrema precisione l’attività espressiva di Franco Mazzucchelli e di essa interpreta quei valori di progettualità e sperimentazione ambientale che intrinsecamente appaiono sul piano etico-estetico nella generale configurazione internazionale delle neo-avanguardie analitico-performative e concettuali lungo gli anni ‘70.

La follia monumentale di Franco Mazzucchelli

Dario Giugliano

Occorrerà, per cominciare, prima di tutto chiarire due termini: follia e monumento. Ci si chiederà, dunque, "cos'è follia?" e "cos'è monumento?". Occorrerà farlo per tutta una serie di ragioni, ma soprattutto per non parlare a vuoto, pure se ciò che è in predicato qui è proprio un discorso sul vuoto e sul nulla. Ma procediamo cautamente e domandiamo di nuovo: "Cos'è follia?", "Cos'è monumento?".

Spazi Plastici: anfibolie del sintetico e ricerche formali nei lavori di Franco Mazzucchelli

Giuseppe Gaeta

“L’<oggetto> dato, empirico, nella sua contingenza di forma di colori, di materiali, di funzione, di discorso, ovvero, se si tratta di un oggetto culturale, nella sua finalità estetica, è soltanto un mito. Non è altro che i diversi tipi di relazioni e di significati che convergono, si contraddicono, si annodano intorno ad esso. Non è altro che la logica nascosta che ordina questo fascio di relazioni, e in pari tempo il discorso metafisico che le occulta” (Baudrillard, 1972).