Oggetti

Secondo un altro versante della sua produzione artistica, Mazzucchelli continua il gioco con le forme e con lo spazio attraverso la creazione di oggetti di vario formato che si collocano in una dimensione più intima ma sempre ludica. In modo analogo le numerose scenografie teatrali di Mazzucchelli, partendo dall'illusorietà della rappresentazione, giocano, favorite dal fascino sintetico dei materiali plastici, sul rapporto di ambiguità tra dentro e fuori, tra natura ed artifizio.
Peraltro alla ricerca di Franco Mazzucchelli si accompagna fin dagli esordi la creazione di "oggetti" (1963) in resina poliestere dove all'indagine sulla forma e la superficie si collegava la trasparenza della materia amplificata dalla presenza di luce elettrica nascosta all'interno.

Nelle opere degli anni Novanta (Tetraoro, Cuboro, Cubacqua) invece, la bellezza delle forme geometriche è arricchita dal contrasto evidente nell'uso della materia plastica ricoperta da foglia d'oro e d'argento oppure nella presenza di liquidi colorati all'interno.
L’ambiguità del materiale usa e getta, simbolo della società dei consumi, è rivestita dalla ricchezza della tradizione (la foglia d'oro) o dalla naturalità dell'elemento primario (l'acqua) ma in modo volutamente effimero.