Allora si parlava di operare nel sociale perché l'arte uscisse dai templi del sapere per dare e scoprire nuove dimensioni, nuovi linguaggi.
Nella "Sostituzione" del 1973 la natura artificiale dell'opera, enormi bolle di plastica sottilissima, ribalta la normale fruibilità dell'interno della Triennale di Milano obbligando le persone a reinventare lo spazio e la sua agibilità.
Dagli anni Ottanta, Mazzucchelli ha incentrato nell'insegnamento la sua tensione per il sociale.
Senza smettere di realizzare i suoi gonfiabili, ma coinvolgendo nell'azione gli studenti come momento di scambio comune di esperienze e idee, Mazzucchelli si è fatto promotore di un rinnovamento dei contenuti e degli insegnamenti nella storica Accademia di Brera che, prima ed unica in Italia, poteva vantare una cattedra di tecnica della scultura il cui contenuto era decisamente spostato verso l'utilizzo dei materiali non tradizionali.
A partire dalla necessità di operare a livello artistico nel sociale, attraverso una serie di esperienze il cui luogo comune era la "collettivizzazione" e l'uscita dai circuiti preferenziali per segnare ambienti desueti o spazi esterni, l'artista è arrivato negli ultimi anni a riflettere sul concetto di monumento. L'arte di questo secolo ha stravolto il senso del monumento per sottolineare lo straniamento tra l'uomo contemporaneo e le forme di comunicazione del passato. Nella contemporaneità il monumento ha generalmente perduto la carica evocativa che aveva in passato, non interagisce più con la gente per divenire solo parte dell'arredo urbano.
Franco Mazzucchelli ha sovrapposto il suo intervento ad alcuni monumenti del passato spiazzando sia la percezione distratta del passante sia il significato originale dell'opera: per la breve durata dell'intervento di Mazzucchelli, il Napoleone di Canova nel cortile di Brera ha galleggiato etereo e privo di peso su una nuvola di polietilene percorribile all'interno.Marina Pugliese
Nel 2002 Mazzucchelli è arrivato all'antitesi del suo punto di partenza. Come logica conseguenza dell'accettazione di un irrimediabile cambiamento dei tempi e spinto peraltro dalla voglia di proseguire la sua ricerca, l'artista ha iniziato ad organizzarsi delle esposizioni "personali". Coniugando il suo amore per il mare, la forza del vento e la versatilità della plastica, l'artista si è servito della barca a vela per allontanarsi da tutto e abbandonare temporaneamente gonfiabili sull'acqua. Ovvero, laddove nessuno se non lui stesso può vedere le opere, Mazzucchelli ironizza sul narcisismo dell'artista e attribuisce a "personale" la doppia valenza di artista e pubblico.
Marina Pugliese