Abbandoni
Alla fine degli anni Sessanta Franco Mazzucchelli matura la necessità di confrontarsi con un contesto più realistico del ristretto mondo dell’arte e delle gallerie e sperimenta una forma anomala di arte pubblica. Dopo alcuni esperimenti falliti (le prime sculture gonfiabili del 1964 durano solo venti minuti e poi si sgonfiano) nascono gli “Abbandoni” ovvero delle strutture gonfiabili in PVC lasciate in luoghi pubblici e ideate per interagire liberamente con la gente quali apertura e liberazione dal sistema dell’arte.
Marina Pugliese
A. to A.
Art to abandon, a toi: alla fine del 1970 Mazzucchelli decide di mappare e registrare gli abbandoni, numerandoli e documentandone ogni dettaglio, costi compresi. I gonfiabili, ormai marchiati con la sigla A. TO A., vengono sì abbandonati ma accompagnati da una complessa documentazione della relazione con il pubblico: le voci dei presenti, registrate e sbobinate, finiscono in una pubblicazione autoprodotta. Nel 1971 Mazzucchelli, abbandonando davanti all'Alfa Romeo alcuni A. TO A., ha involontariamente innescato un blocco stradale ad opera degli operai che si servirono delle forme in plastica per creare una barriera alle macchine.
Allora si parlava di operare nel sociale perché l'arte uscisse dai templi del sapere per dare e scoprire nuove dimensioni, nuovi linguaggi.
Marina Pugliese
Sostituzioni
Grazie al film di polietilene Mazzucchelli inizia a intervenire negli ambienti creando delle membrane semitrasparenti attraverso cui lo spazio venga modificato e percepito in modo nuovo.
Nella "Sostituzione" del 1973 la natura artificiale dell'opera, enormi bolle di plastica sottilissima, ribalta la normale fruibilità dell'interno della Triennale di Milano obbligando le persone a reinventare lo spazio e la sua agibilità.
Marina Pugliese
Riappropriazioni
Le "Riappropriazioni", della metà degli anni Settanta, ripropongono in esterno la problematica della "Sostituzione": le membrane di film plastico favoriscono la riscoperta di parchi pubblici o gallerie private perché siano vissuti a partire da angolature inedite.
Marina Pugliese
Interventi ambientali

Dagli anni Ottanta, Mazzucchelli ha incentrato nell'insegnamento la sua tensione per il sociale.
Senza smettere di realizzare i suoi gonfiabili, ma coinvolgendo nell'azione gli studenti come momento di scambio comune di esperienze e idee, Mazzucchelli si è fatto promotore di un rinnovamento dei contenuti e degli insegnamenti nella storica Accademia di Brera che, prima ed unica in Italia, poteva vantare una cattedra di tecnica della scultura il cui contenuto era decisamente spostato verso l'utilizzo dei materiali non tradizionali.
A partire dalla necessità di operare a livello artistico nel sociale, attraverso una serie di esperienze il cui luogo comune era la "collettivizzazione" e l'uscita dai circuiti preferenziali per segnare ambienti desueti o spazi esterni, l'artista è arrivato negli ultimi anni a riflettere sul concetto di monumento. L'arte di questo secolo ha stravolto il senso del monumento per sottolineare lo straniamento tra l'uomo contemporaneo e le forme di comunicazione del passato. Nella contemporaneità il monumento ha generalmente perduto la carica evocativa che aveva in passato, non interagisce più con la gente per divenire solo parte dell'arredo urbano.
Franco Mazzucchelli ha sovrapposto il suo intervento ad alcuni monumenti del passato spiazzando sia la percezione distratta del passante sia il significato originale dell'opera: per la breve durata dell'intervento di Mazzucchelli, il Napoleone di Canova nel cortile di Brera ha galleggiato etereo e privo di peso su una nuvola di polietilene percorribile all'interno.Marina Pugliese

Personale-personale

Nel 2002 Mazzucchelli è arrivato all'antitesi del suo punto di partenza. Come logica conseguenza dell'accettazione di un irrimediabile cambiamento dei tempi e spinto peraltro dalla voglia di proseguire la sua ricerca, l'artista ha iniziato ad organizzarsi delle esposizioni "personali". Coniugando il suo amore per il mare, la forza del vento e la versatilità della plastica, l'artista si è servito della barca a vela per allontanarsi da tutto e abbandonare temporaneamente gonfiabili sull'acqua. Ovvero, laddove nessuno se non lui stesso può vedere le opere, Mazzucchelli ironizza sul narcisismo dell'artista e attribuisce a "personale" la doppia valenza di artista e pubblico.
Marina Pugliese